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Il fascino dell’economia circolare, nascosto nel siero di latte

Il fascino dell’economia circolare, nascosto nel siero di latte

Due di Latte modello circolare

È incredibile pensare che da 10 kg di latte animale si possano produrre 1-2 kg di formaggio, con l’ottenimento di circa 9 kg di reflui. Il principale scarto dell’industria casearia è il siero: liquido residuo dalla coagulazione della cagliata durante la caseificazione. Il siero di latte è ricco di lattosio (disaccaride del latte), prodotti della sua degradazione (glucosio e galattosio), proteine (principalmente caseina), vitamine e lipidi.

Ogni anno, in Italia sono prodotte 8 milioni di tonnellate di siero di latte. Questo scarto, pur non contenendo agenti tossici o bioinibitori, ha un elevato contenuto organico, che ne rende difficile lo smaltimento ed il trattamento in impianti di depurazione.

Qual è il destino del siero di latte?

Non tutto il siero di latte prodotto nell’industria casearia diventa subito scarto.  Riscaldando il siero viene prodotta la ricotta, da cui si ottiene un ulteriore scarto: la scotta.

Il siero di latte non impiegato nella produzione di ricotta viene utilizzato nell’industria della mangimistica e farmaceutica.

Tutto qui?

Ebbene no, ad oggi il principale prodotto di scarto dell’industria casearia viene utilizzato per varie e sempre più innovative applicazioni. Alcune di queste, tuttavia, affondano le proprie radici in tempi più antichi. Già nel 1933, infatti, l’Ingegnere bresciano Antonio Ferretti ideò la produzione di una fibra tessile ottenuta dal latte destinato all’alimentazione. Tale fibra veniva utilizzata per le imbottiture delle divise dei soldati.

Oggi, è il marchio pisano DueDiLatte, fondato nel 2013 da Antonella Bellina, a produrre una fibra tessile dal siero di latte. Dopo aver separato la caseina dal refluo, la proteina viene denaturata: la denaturazione è il cambiamento della struttura di una proteina con conseguente perdita della propria funzione. La caseina denaturata viene unita ad una soluzione filabile innovativa, ottenendo così una fibra tessile da filare. La fibra DueDiLatte è un materiale termoregolabile, traspirante, antibatterico e anallergico. Inoltre, l’innovativo materiale ha ottenuto la certificazione Oeko-Tex, in quanto privo di sostanze nocive per l’uomo. Come se non bastasse, la fibra di latte “pisana” ha un effetto benefico sulla pelle, “nutrita” dagli amminoacidi del latte. Per Bellina ed Elisa Volpi (l’altra fondatrice), il “concetto di economia circolare non è semplice riciclo, ma Redesign” caratterizzato da un risparmio idrico e una riduzione delle emissioni di CO2.

Nonostante il nome del marchio rimandi immediatamente al siero di latte, questo non è l’unica materia prima secondaria utilizzata. DueDiLatte produce infatti anche fibre con gli scarti del caffè e del riso: anche questa con effetti benefici sulla pelle.

Qualcosa di ancora più originale…

Se vi state chiedendo se possa esistere qualcosa di più originale prodotto dal siero di latte, la risposta è si!

Quale terra se non la Sardegna, come luogo per riutilizzare lo scarto dell’industria casearia?!

A Sassari, l’imprenditore Giangavino Muresu ha fondato nel 2017 la Milk Brick: l’Azienda Innovativa che utilizza il latte di scarto per produrre mattoni. L’idea è nata qualche anno prima e ha permesso a Muresu di ottenere il brevetto Industriale nel 2016. Come DueDiLatte, anche Milk Brick separa la caseina dal siero di latte e, tramite estrusione, ottiene una fibra isolante, altamente traspirante, antibatterica e in grado di trattenere l’umidità. Grazie a queste numerose caratteristiche, essa viene utilizzata per ottenere mattoni biologici, e prodotti applicabili in cinque settori dell’industria edilizia: dalla produzione di malte pre-miscelate alla stampa 3D.

La realizzazione dei prodotti Milk-Brick, non solo permette di utilizzare gli scarti dell’industria caseria, ma anche di ridurre la dispersione termica degli edifici ed il consumo di acqua nell’industria edilizia. Infatti, il siero recuperato viene utilizzato al 100 %: dalla caseina di ottiene la fibra e l’acqua residua viene utilizzata in sostituzione dell’acqua dolce, preservando miliardi di metri cubi di acqua all’anno in tutto il pianeta.

L’avreste mai detto che con il siero di latte si potesse fare tanto? Io no, e come sempre è affascinante scoprire le applicazioni più disparate che si basano sul concetto di economia circolare.

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