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Il nuovo piano d’azione per l’Economia Circolare – preservare l’ambiente naturale e rafforzare la competitività economica

Il nuovo piano d’azione per l’Economia Circolare – preservare l’ambiente naturale e rafforzare la competitività economica

Dall’indagine Eurobarometro è emerso che per oltre il 90% dei cittadini dell’Unione Europea, la protezione dell’ambiente è importante. Per questo, l’11 marzo 2020 la Commissione Europea ha adottato il piano d’azione per l’economia circolare, o meglio, il nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Già nel dicembre 2015 infatti, la Commissione lanciò un pacchetto di 54 misure ed azioni utili ad effettuare la transizione verso un’economia circolare.

Il nuovo piano d’azione è uno dei principali elementi del Green Deal. Una tabella di marcia per rendere l’Europa il primo continente ad impatto zero sul clima e con una crescita economica dissociata dall’uso delle risorse.

In questo contesto il nuovo piano d’azione descrive una serie di misure volte al passaggio ad un’economia adatta ad un futuro verde, preservando l’ambiente naturale ed informando il consumatore. Il documento prevede un’iniziativa legislativa utile a favorire la sostenibilità dei prodotti e a minimizzare la loro prematura obsolescenza.

Per una corretta applicazione di questi principi, la Commissione Europea ritiene che siano fondamentali una collaborazione tra le autorità nazionali ed un maggior coinvolgimento dei consumatori. I cittadini avranno a disposizione servizi di riparazione ed informazioni riguardanti la vita e la riparabilità del prodotto, riportate in un apposito Dataspace.

Ma quali sono le azioni concrete che la Commissione ha deciso di mettere in atto con il piano d’azione per l’economia circolare?

Saranno prese delle iniziative per quanto riguarda i dispositivi elettronici: oggi rappresentano uno dei principali flussi di produzione di rifiuti. Per questo, ne sarà aumentata la durabilità ed essi   diverranno un servizio offerto, piuttosto che un prodotto venduto: il nuovo concetto di product-as-service.

È spaventoso pensare che nel 2017, ogni abitante europeo abbia prodotto 173 kg di rifiuti generati dal packaging. Per questo, gli imballaggi secondari dovranno essere ridotti al minimo indispensabile e la loro composizione meno complessa, per renderne più semplice lo smaltimento. Tra le iniziative virtuose è opportuno segnalare la Start-up Oscar (www.shop-oscar.com) che si pone come obiettivo quello di rivoluzionare il mondo del packaging. Oscar affronta il problema del packaging alla radice, il consumatore non dovrá cambiare le proprie abitudini d’acquisto. Acquisterá prodotti confezionati in contenitori d’alluminio riutilizzabili. Una volta terminato il prodotto, piuttosto che buttare il contenitore nel cestino lo riporrà nella delivery box Oscar. Tramite i suoi corrieri, Oscar, si occuperà del ritiro e della sanificazione dei contenitori. I contenitori sanificati e pari al nuovo verranno poi inviati ai partner “selected by Oscar” che li riempiranno per essere poi rimessi sul mercato. I partner, sono scelti seguendo criteri legati all’impatto dei prodotti e dell’azienda sul pianeta.

Anche l’industria tessile ha oggi un impatto significativo sull’ambiente. Per esempio, è stato stimato che meno dell’1% dei tessuti viene riciclato. È per questo che verranno attuate delle misure di ecodesign: saranno utilizzate materie secondarie e sarà ridotto l’uso di sostanze chimiche. Solo in questo modo, i prodotti dell’industria tessile potranno avere una vita più lunga. Nel settore tessile Rifó (www.rifo-lab.com) produce capi e accessori di alta qualità, realizzati con fibre tessili rigenerate e rigenerabili. Trasformando i vecchi maglioni di cashmere in un nuovo filato con il quale vengono realizzati prodotti sostenibili a km 0. Ha da poco lanciato un progetto per il recupero anche dei veccchi jeans usati.

É noto che nel 2050 negli oceani vi sarà più plastica che pesci.

Per questo, oltre ad eliminare l’uso di prodotti monouso, l’aggiunta volontaria di microplastiche a prodotti sarà vietata e la produzione di bioplastiche incentivata.

Queste elencate sono solo alcune delle iniziative che la Commissione Europea ha intenzione di attuare lungo tutta la vita dei prodotti, al fine di “preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la nostra competitività economica” entro il 2050, come afferma Frans Timmemans, vicepresidente esecutivo del Green Deal europeo. “Con il piano odierno”, continua Timmemans, “lanciamo azioni per trasformare il modo in cui i prodotti sono realizzati e autorizzare i consumatori a fare scelte sostenibili a proprio vantaggio e per l’ambiente”.

In un mondo in cui l’inciviltà dell’uomo ha un evidente effetto negativo sull’ambiente, attuare il piano d’azione per l’economia circolare è una priorità, per salvare in primis il pianeta e poi noi stessi. Si, perché come disse Barry Commoner nel 1971: “il continuo inquinamento della terra, se incontrollato, finirà per annullare l’idoneità di questo pianeta quale sede di vita umana”.

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